Living Camera

Immagini del passato per raccontare: il repertorio come strumento della narrazione audiovisiva e l’importanza dell’Archive Producer

l Patrimonio Invisibile: Tra Storia e Micro-Narrazioni

Gli archivi audiovisivi rappresentano una preziosa quanto inesauribile fonte di possibilità narrative per la produzione audiovisiva. Un archivio audiovisivo può avere una duplice valenza: attraverso di essi è infatti possibile conoscere ed attingere alla Storia in quanto traccia e testimonianza visiva e sonora di un dato periodo o di uno specifico ambito, ed inoltre scoprire le piccole o grandi storie di vita e di umanità che li compongono.

L’Italia conta circa 10 grandi archivi – come la cineteca nazionale di Roma, l’Istituto Luce, le teche Rai – e più di 200 piccole e medie cineteche – tra cui quelle regionali e locali che conservano, tutelano e promuovono il patrimonio nazionale in quanto bene culturale sancito nel codice dei beni culturali e del paesaggio. Il corredo di una cineteca è dotato non solo di tutto il materiale documentale prettamente filmico, come pellicole e dispositivi di visione e ripresa, ma anche di tutto ciò che caratterizza la vita di un audiovisivo: locandine per le sale, registri che ne ricostruiscono la produzione e la distribuzione, foto di scena ecc.

Found Footage: La Poetica del Girato Ritrovato

Nel panorama cinematografico come anche in quello televisivo o più genericamente dello storytelling, il cosiddetto found footage (lett. girato ritrovato) diventa così un versatile strumento a servizio della narrazione per immagini. Con una certa tendenza, specie nelle produzioni degli ultimi vent’anni, alcuni autori ed autrici – per citare: Bill Morrison, Maryam Tafakory ed Eyal Sivan – hanno persino improntato la loro intera poetica creativa sulle potenzialità espressive e narrative delle immagini di repertorio, abbandonando la possibilità di girare immagini ex novo come nel caso del celebre film Grizzly Man di Werner Herzog.

Dunque l’immagine d’archivio apre ad un’ampia possibilità di approcci ed usi: testimone prezioso per il documentario, spunto di studio e riflessione nelle fasi di scrittura e pre-produzione nel cinema di finzione, ma anche testo utile alla creazione di opere multimediali in ambito museale.

La Complessità del Reale: Etica, Tutela e Accessibilità

Contrariamente a ciò che si può immaginare nell’epoca dell’archiviazione digitale e dell’intelligenza artificiale, l’accesso e l’utilizzo delle immagini di repertorio non sono avulsi da processi obbligati, che a volte possono rivelarsi anche complessi e non privi di insidie dettate proprio dalla “vulnerabilità” del cosiddetto deposito documentale.

Il lavoro da svolgere con e verso le immagini di repertorio quindi tocca molteplici aspetti che sconfinano dalla pura creazione artistica o del reportage tout court, incrociando le vie dell’etica dello sguardo, dell’accessibilità e fruizione delle fonti e della loro tutela legale.

L’Archive Producer: Il Mediatore dei Mondi Possibili

Entra qui in gioco il ruolo dell’Archive Producer, una figura professionale che sta consolidandosi nella filiera produttiva dell’audiovisivo nazionale ed internazionale in quanto mediatrice delle diverse istanze tra la produzione cinematografica e l’universo degli archivi o cineteche. La formazione professionale dell’archive producer non è del tutto lineare, solo negli ultimi anni cineteche, università e festival hanno avviato corsi di studio con esperti del settore.

Ma in che modo le competenze dell’archive producer apportano un valore aggiunto in una produzione audiovisiva? Il know-how di un archive producer può far fronte ad esigenze creative e produttive che emergono da diversi ambiti apparentemente lontani. Infatti, oltre a saper riconoscere e distinguere aspetti puramente tecnici delle storia del cinema, risulta essenziale una buona capacità analitica dell’immagine o genericamente delle fonti da consultare, soprattutto quale sia il modo più adeguato per accedervi.

Una Figura Multiforme tra Creatività e Budget

Egli tesse un rapporto di dialogo e fiducia tra i depositari del materiale filmico e i suoi possibili fruitori attraverso un’approfondita conoscenza delle implicazioni legali per l’acquisizione ed il corretto uso del suddetto. In questa articolata mediazione, l’archive producer interpreta o a volte anticipa le esigenze della committenza: trovare l’immagine o il suono che il regista cerca o s’immagina, verificare il dato storico ma soprattutto calibrare il proprio workflow sui tempi di lavorazione in fase di montaggio prestando attenzione anche al budget a disposizione.

Insomma, quello dell’archive producer è un ruolo multiforme quanto specializzato: egli custodisce tante chiavi per aprire altrettante porte

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